Startup in Italia e finanziamenti8 min di lettura

Smart&Start Italia: come funziona, chi può chiederlo e cosa cambia nel 2026

Il prestito a tasso zero per le startup innovative paga anche lo sviluppo del prodotto. A patto di arrivare con un piano che regge.

Una piccola rampa di vetro smerigliato da cui parte una sfera lilla, con dei gradini trasparenti che salgono
Smart&Start Italia
Incentivo nazionale istituito con il DM 24 settembre 2014 per far nascere e crescere startup innovative ad alto contenuto tecnologico in tutte le regioni. Il MIMIT ne definisce le regole, Invitalia valuta i piani, concede e rendiconta il finanziamento.

1.444

startup innovative finanziate da Smart&Start Italia al 31 agosto 2026, per 934 milioni di euro di investimenti attivati e 721 milioni di agevolazioni concesseFonte: Invitalia, Smart&Start Italia, 2026

Chi può chiedere Smart&Start Italia?

Le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese e costituite da non più di 60 mesi, con sede in qualunque regione. Possono candidarsi anche:

  • team di persone fisiche che vogliono costituire una startup innovativa in Italia, anche se residenti all'estero: secondo il MIMIT la società va costituita entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione;
  • cittadini stranieri titolari di startup visa;
  • società straniere che si impegnano ad aprire una sede in Italia.

La startup deve avere tutti i requisiti dell'art. 25 del DL 179/2012 nella versione modificata dalla legge 193/2024, compreso il divieto di attività prevalente di consulenza o agenzia. Se non sei sicuro di averli, parti dalla guida ai requisiti della startup innovativa.

Quanto finanzia Smart&Start e a quali condizioni?

Finanzia la maggior parte di un piano d'impresa a tasso zero e senza garanzie. Le condizioni, secondo le agevolazioni descritte da Invitalia e la pagina del MIMIT:

Le condizioni di Smart&Start Italia (ottobre 2026)
VoceRegola
Dimensione del pianoDa 100.000 euro a 1,5 milioni di euro
Copertura80% delle spese ammissibili
Copertura maggiorata90% se la compagine è composta interamente da donne e/o da under 36, o se c'è un dottore di ricerca rientrato dall'estero (titolo da non più di 6 anni, almeno 3 anni di ricerca o docenza all'estero)
Tasso e garanzieTasso zero, nessuna garanzia richiesta
RimborsoIn massimo 10 anni, a partire dal dodicesimo mese dall'ultima quota erogata
Startup del SudIn Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia si restituisce il 70%: il 30% è a fondo perduto (anche nel cratere sismico del Centro Italia)
Durata del pianoLe spese partono dopo la domanda e si chiudono entro 24 mesi dalla firma del contratto
ErogazionePer stati di avanzamento, su fatture quietanzate o, entro il 30% delle spese ammesse, non ancora quietanzate

Due conseguenze pratiche. La quota non coperta, il 10 o 20%, la metti tu. E le spese sostenute prima della domanda non entrano nel piano: se stai già sviluppando il prodotto, decidi con il commercialista che cosa tenere fuori.

Quali spese sono ammissibili?

Quasi tutto ciò che serve a costruire e lanciare un prodotto tecnologico. L'elenco di cosa finanzia Smart&Start comprende:

  • impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche nuove, componenti hardware e software;
  • brevetti, marchi, licenze software, certificazioni e know-how;
  • progettazione, sviluppo, personalizzazione e collaudo di soluzioni informatiche, e consulenze tecnologiche specialistiche;
  • servizi di incubatori e acceleratori, marketing e web marketing;
  • costi del personale e dei collaboratori impegnati nel piano;
  • capitale circolante (materie prime, servizi come hosting e housing, beni di terzi), fino al 20% delle altre spese secondo il MIMIT.

Lo sviluppo del prodotto, interno o affidato a un fornitore, è quindi finanziabile. Leggi però nelle regole del bando i vincoli sui fornitori e sulla documentazione. Per stimare quanto mettere a piano per il software, la guida su quanto costa sviluppare un MVP spiega i fattori che fanno il prezzo.

Come si converte il finanziamento in fondo perduto?

Facendo entrare capitale privato. Secondo la pagina di Invitalia sulla conversione del debito, una parte del prestito diventa contributo a fondo perduto fino al 50% delle somme apportate da investitori terzi o dai soci persone fisiche, e comunque non oltre il 50% delle agevolazioni concesse. Le condizioni principali:

  • l'investimento è in denaro, di almeno 80.000 euro, entro cinque anni dalla concessione del finanziamento;
  • va mantenuto per almeno tre anni;
  • se arriva da investitori terzi, non deve dare loro la maggioranza;
  • la quota convertita va in una riserva indisponibile per i primi cinque anni.

È un incentivo a cercare presto un business angel o un fondo: il primo round abbassa anche il debito. Come si struttura lo spieghiamo nella guida al seed round e ai business angel.

Come si presenta la domanda?

Solo online, dall'area riservata di Invitalia, a sportello: niente graduatorie, le domande si valutano in ordine di arrivo finché ci sono risorse. Il percorso descritto nella pagina su come presentare la domanda:

La domanda, passo per passo

  1. Prepara identità digitale, firma e PEC

    Per accedere serve SPID, CNS o CIE; per firmare serve la firma digitale del legale rappresentante (o del referente del team, se la società non c'è ancora); per le comunicazioni serve una PEC.

  2. Registra la società nell'area riservata

    Dal 3 novembre 2025 le società già costituite devono prima iscriversi al modulo Anagrafica e deleghe della piattaforma.

  3. Compila il business plan online

    Piano d'impresa, spese per categoria e allegati. Il manuale di Invitalia indica il formato richiesto.

  4. Invia e ricevi il protocollo

    All'invio la domanda riceve un numero di protocollo elettronico: da lì parte la valutazione.

  5. Affronta il colloquio

    La valutazione di merito comprende un colloquio con gli esperti di Invitalia e si chiude in 60 giorni, salvo richieste di integrazione.

I criteri di valutazione sono quattro: competenze del team, innovatività dell'idea, sostenibilità economica e finanziaria, fattibilità tecnologica e operativa. Ci sono punti in più per chi collabora con enti di ricerca, incubatori, acceleratori o digital innovation hub.

Cosa cambia con il decreto del 13 luglio 2026?

Il DM 13 luglio 2026, pubblicato sul sito del MIMIT a settembre, allinea la misura alla nuova definizione di startup innovativa della legge 193/2024, semplifica la valutazione dei piani e ridisegna i termini della conversione in fondo perduto. Il MIMIT indica anche un servizio di tutoraggio tecnico-gestionale da 10.000 euro per le startup costituite da non più di 36 mesi, mentre le pagine di Invitalia descrivono ancora il tutoraggio per le startup con meno di un anno. Finché i due testi non coincidono, considera valida la versione del bando su cui presenti la domanda e chiedi conferma a Invitalia.

Tra le norme collegate il MIMIT elenca anche il decreto del 18 giugno 2025 sugli obblighi assicurativi contro le catastrofi naturali: verifica di essere in regola prima di candidarti.

Come preparare la parte tecnica del piano?

Trattala come una roadmap di prodotto, perché è questo che il criterio di fattibilità tecnologica valuta. È la checklist che usiamo per rivedere la parte tecnica di un piano prima dell'invio:

  1. Il primo rilascio: cosa fa il prodotto al mese 6, non al mese 24, e per quale utente.
  2. Architettura e stack, con il perché delle scelte: per esempio una sola base web riusata per le app mobili.
  3. Chi sviluppa e chi possiede il codice: team interno, collaboratori, fornitori, con la proprietà del codice chiarita nei contratti.
  4. Cronoprogramma per milestone, ciascuna collegata alle spese a piano (sviluppo, hosting, marketing), con margini per test e revisioni esterne.
  5. Metriche dal primo giorno: attivazione, uso ricorrente, abbandoni, ricavi.
  6. Costi dopo il piano: infrastruttura, manutenzione e aggiornamenti quando il finanziamento è finito.

Se Smart&Start non fa per te, o vuoi affiancarlo ad altro, la mappa dei finanziamenti per startup mette in fila le alternative. E se usi il piano anche per parlare con gli investitori, la guida alla struttura del pitch deck ti aiuta a riusare lo stesso materiale.

Domande frequenti

Smart&Start Italia è a fondo perduto?

No, è un finanziamento a tasso zero da restituire. Diventa in parte fondo perduto in due casi: per le startup con sede nelle otto regioni del Sud, che restituiscono il 70%, e quando entrano investitori nel capitale, con la conversione fino al 50% delle somme apportate.

Serve avere già costituito la società?

No. Può presentare domanda anche un team di persone fisiche che intende costituire una startup innovativa, anche se residente all'estero. Secondo il MIMIT, dopo l'ammissione la società va costituita entro 30 giorni.

Quanto tempo ci vuole per avere una risposta?

Invitalia indica che la valutazione si chiude in 60 giorni, salvo richieste di documenti aggiuntivi. Le domande sono valutate in ordine di arrivo, quindi presentarla completa evita ritardi.

Si può usare Smart&Start per pagare chi sviluppa il prodotto?

Sì: progettazione, sviluppo, personalizzazione e collaudo di soluzioni informatiche e le consulenze tecnologiche specialistiche sono tra le spese ammissibili, così come il personale impegnato nel piano. Le spese devono partire dopo la domanda ed essere documentate.

Una PMI innovativa può chiedere Smart&Start?

No, la misura è riservata alle startup innovative iscritte e ai team che le costituiscono. Le differenze tra i due status sono nel confronto tra startup innovativa e PMI innovativa.

Fonti

  1. MIMIT, Smart&Start Italia (pagina aggiornata il 02/09/2026, con il DM 13 luglio 2026) (19 ottobre 2026)
  2. Invitalia, Smart&Start Italia: cos'è (dati al 31/08/2026) (19 ottobre 2026)
  3. Invitalia, Smart&Start Italia: a chi si rivolge (19 ottobre 2026)
  4. Invitalia, Smart&Start Italia: le agevolazioni (19 ottobre 2026)
  5. Invitalia, Smart&Start Italia: cosa finanzia (19 ottobre 2026)
  6. Invitalia, Smart&Start Italia: come presentare la domanda (19 ottobre 2026)
  7. Invitalia, Smart&Start Italia: conversione del debito, come funziona (19 ottobre 2026)
  8. Normattiva, DL 179/2012, art. 25 (definizione di startup innovativa) (19 ottobre 2026)

Dati e definizioni verificati alle date indicate.

Stai costruendo una startup?

Parliamone