GDPR per startup: cosa fare davvero, fase per fase
Non serve un ufficio legale. Servono otto abitudini prese presto, finché i dati sono ancora pochi.

Il GDPR si applica anche a una startup di tre persone?
Sì. Il Regolamento (UE) 2016/679 non prevede una soglia minima di fatturato o di dipendenti: si applica a chi tratta dati personali nell'ambito delle attività di uno stabilimento nell'Unione (art. 3). Una startup con sede in Italia che raccoglie email, account o dati di pagamento è titolare del trattamento dal primo giorno, che sia già iscritta come startup innovativa o no.
La dimensione conta solo per alcuni obblighi, come il registro dei trattamenti, e anche lì con eccezioni che un prodotto digitale incontra quasi sempre. Il Regolamento vale anche per le società fuori dall'UE che offrono beni o servizi a persone che si trovano nell'Unione o ne monitorano il comportamento: un concorrente americano con utenti italiani ha i tuoi stessi obblighi.
20 milioni di euro
Il tetto delle sanzioni fa notizia, ma per una startup la prima verifica può arrivare prima e da altre parti: il questionario di sicurezza di un cliente aziendale, o la due diligence di un investitore che trova dati raccolti senza una base giuridica.
Cosa deve fare una startup per essere in regola con il GDPR?
Deve trasformare i principi del Regolamento in otto abitudini, in quest'ordine. È la nostra checklist operativa: copre il minimo serio per un prodotto early stage e va completata con un consulente privacy o un avvocato man mano che dati e clienti crescono.
Otto passi per un GDPR minimo ma serio (checklist MPN)
Mappa i dati
Quali dati personali raccogli (account, email, pagamenti, log, analytics), da chi, dove finiscono e per quanto li conservi. È la base del registro dei trattamenti.
Scegli una base giuridica per ogni finalità
L'art. 6 ne elenca sei: consenso, contratto, obbligo di legge, interessi vitali, interesse pubblico, interesse legittimo. Il consenso è solo una delle sei, e se lo usi deve poter essere revocato.
Scrivi un'informativa vera
L'art. 13 elenca cosa dire alle persone nel momento in cui raccogli i loro dati: chi sei, perché tratti i dati, per quanto tempo, con chi li condividi, quali diritti hanno. Deve descrivere il tuo prodotto, non quello di un modello scaricato.
Sistema cookie e tracciamento
Analytics e pixel pubblicitari partono solo dopo il consenso, salvo eccezioni precise: le regole del Garante sono più sotto.
Metti per iscritto i rapporti con i fornitori
Hosting, email, CRM, pagamenti: chi tratta dati per tuo conto è responsabile del trattamento e serve un contratto conforme all'art. 28. Se i dati escono dall'UE, verifica su quale base.
Proteggi i dati
L'art. 32 chiede misure adeguate al rischio: accessi ridotti al necessario, cifratura dove serve, backup e la capacità di ripristinarli davvero.
Prepara la procedura per le violazioni
Chi decide, chi scrive al Garante, entro quando. Il termine è di 72 ore da quando ne vieni a conoscenza, se la violazione presenta un rischio per le persone.
Organizza la risposta ai diritti
Accesso, rettifica, cancellazione, portabilità: decidi chi risponde e verifica di saper estrarre e cancellare i dati di un singolo utente.
Serve il registro dei trattamenti se hai meno di 250 dipendenti?
Quasi sempre sì. L'art. 30, par. 5, esonera le organizzazioni sotto i 250 dipendenti solo se il trattamento è occasionale, non presenta rischi per le persone e non riguarda dati particolari o giudiziari. Una startup che gestisce ogni giorno account e dati dei clienti tratta dati in modo tutt'altro che occasionale.
Il Garante lo spiega nelle sue FAQ sul registro: il registro va tenuto in forma scritta, anche elettronica, da chi tratta dati in modo non occasionale; fuori dai casi obbligatori lo raccomanda comunque a tutti, e per le PMI mette a disposizione un modello semplificato.
Una startup deve nominare un DPO?
Dipende da cosa fa il prodotto, non da quanto è grande l'azienda. L'art. 37 rende obbligatorio il responsabile della protezione dei dati (DPO) quando le attività principali consistono nel monitoraggio regolare e sistematico di persone su larga scala, oppure nel trattamento su larga scala di dati particolari (per esempio sanitari) o relativi a reati. Un'app di salute digitale o un servizio di tracciamento comportamentale possono rientrarci anche con pochi dipendenti. Se il tuo prodotto non fa nessuna di queste cose su larga scala, la nomina non è obbligatoria, ma resta una scelta possibile.
Cosa chiede il Garante per il banner dei cookie?
Chiede che i cookie e gli altri strumenti di tracciamento non tecnici partano solo dopo un consenso esplicito. Le linee guida del Garante del 10 giugno 2021 fissano regole molto concrete:
- chiudere il banner con la X equivale a mantenere le impostazioni predefinite, cioè nessun tracciamento non tecnico;
- lo scroll, da solo, non vale come consenso;
- il cookie wall (accesso bloccato a chi non accetta) è in linea di massima illegittimo, salvo un'alternativa equivalente senza tracciamento, da valutare caso per caso;
- dopo un rifiuto il banner non va riproposto prima di sei mesi, salvo cambiamenti nelle condizioni del trattamento;
- gli analytics possono essere trattati come cookie tecnici solo a condizioni rigorose, tra cui il mascheramento di almeno una parte dell'indirizzo IP e l'uso per statistiche aggregate;
- deve restare sempre disponibile un modo per rivedere le scelte.
Vale anche per la landing page di validazione: se installi un pixel pubblicitario, serve il consenso prima che parta. Gli altri obblighi del sito di una startup innovativa sono nella guida sul sito web della startup innovativa.
Si possono usare strumenti americani per cloud, email e analytics?
Sì, se il trasferimento dei dati ha una base valida. Dal 10 luglio 2023 la Commissione europea consente il trasferimento verso le società statunitensi che aderiscono all'EU-US Data Privacy Framework (pagina della Commissione); per gli altri fornitori servono strumenti come le clausole contrattuali standard. Il quadro attuale nasce dopo la sentenza Schrems II della Corte di giustizia (luglio 2020): per i fornitori critici conviene sapere in anticipo quale sarebbe l'alternativa.
Come si applica la privacy by design a un MVP?
Decidendo nel codice, non nell'informativa, quali dati raccogliere. L'art. 25 chiede di integrare la protezione dei dati fin dalla progettazione e di trattare per impostazione predefinita solo i dati necessari. Su un MVP vuol dire: niente campi obbligatori che non servono, ruoli e permessi dal primo rilascio, log senza dati personali in chiaro, un modo per cancellare davvero un account. Se il prodotto usa modelli di intelligenza artificiale sui dati dei clienti, le domande in più sono nella guida su GDPR e intelligenza artificiale.
| Fase | Priorità | Domanda di controllo |
|---|---|---|
| Idea e interviste | Informativa breve per chi lascia i contatti, consenso per la newsletter | Sto raccogliendo più dati di quelli che userò? |
| Landing di validazione | Banner cookie conforme, informativa, contratto con il fornitore di form o email | Il pixel parte prima del consenso? |
| MVP con i primi utenti | Registro, contratti con i fornitori, backup, procedura per le violazioni, cancellazione degli account | So estrarre e cancellare i dati di un singolo utente? |
| Lancio e clienti aziendali | Accordo sul trattamento da offrire ai clienti, risposte ai questionari di sicurezza, verifica dei trasferimenti extra UE | Posso rispondere al questionario di un cliente in un giorno? |
| Raccolta di un round | Documentazione ordinata: registro, contratti, informative, violazioni registrate | Un investitore trova tutto senza chiedermelo due volte? |
Quando arrivi al round, la privacy diventa una voce della due diligence come il codice e i contratti: ne parliamo nella guida al seed round e ai business angel.
Cosa fare in caso di data breach?
Notificarlo al Garante senza ingiustificato ritardo e, se possibile, entro 72 ore da quando ne sei venuto a conoscenza, a meno che sia improbabile un rischio per le persone (art. 33). Dal 1° luglio 2021 la notifica si fa con la procedura online del Garante, che offre anche uno strumento di autovalutazione (pagina sul data breach). Se il rischio è elevato vanno avvisate anche le persone coinvolte (art. 34). Ogni violazione va comunque documentata, anche quella che non notifichi.
Domande frequenti
Serve una privacy policy per l'app?
Sì. L'art. 13 del GDPR impone di informare le persone nel momento in cui raccogli i loro dati, quindi l'informativa deve essere raggiungibile prima della registrazione. Deve descrivere i trattamenti reali dell'app, compresi analytics, notifiche e fornitori esterni.
Da che età un utente può dare il consenso da solo?
Per i servizi della società dell'informazione offerti direttamente ai minori, il GDPR fissa 16 anni e lascia agli Stati la possibilità di scendere fino a 13. In Italia l'art. 2-quinquies del Codice privacy fissa la soglia a 14 anni; sotto quell'età serve il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale.
Il GDPR vale anche per i dati dei clienti aziendali?
Il GDPR protegge le persone fisiche. I dati di un'azienda in quanto tale non sono dati personali, ma nome, email e telefono dei referenti sì: un CRM B2B è pieno di dati personali e va gestito come tale.
Il consenso serve sempre?
No. Il consenso è una delle sei basi giuridiche dell'art. 6: per erogare il servizio a un cliente, per esempio, la base tipica è il contratto. Serve invece per newsletter non richieste e per i cookie di tracciamento non tecnici.
Quanto costa mettersi in regola?
Dipende da quanti trattamenti fai, da che tipo di dati raccogli, da quanti fornitori usi e da quanto è complesso il prodotto. Una startup con un solo prodotto e dati comuni può fare gran parte del lavoro in casa con i modelli del Garante; con dati sanitari, minori o intelligenza artificiale serve un professionista.
Fonti
- Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), EUR-Lex (testo verificato sulla versione pubblicata dal Garante, aggiornata alle rettifiche del 2018) (19 ottobre 2026)
- Garante per la protezione dei dati personali, FAQ sul registro delle attività di trattamento (19 ottobre 2026)
- Garante per la protezione dei dati personali, Linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento (10 giugno 2021) (19 ottobre 2026)
- Garante per la protezione dei dati personali, Data breach: violazioni di dati personali (19 ottobre 2026)
- Commissione europea, proposta COM(2025) 501 del 21 maggio 2025 (estensione di misure per PMI e small mid-cap, modifica dell'art. 30 GDPR) (19 ottobre 2026)
- European Commission, EU-US data transfers (Data Privacy Framework) (19 ottobre 2026)
- D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice privacy), art. 2-quinquies (Normattiva) (19 ottobre 2026)
- EDPB, Data protection guide for small business (19 ottobre 2026)
Dati e definizioni verificati alle date indicate.




