Domande frequenti sullo sviluppo software per startup
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Servizi
Cosa fa MPN Group per una startup?
Costruiamo e facciamo crescere prodotti digitali: MVP, SaaS, app, web app, funzioni di intelligenza artificiale, SEO, advertising e growth. Il gruppo riunisce tre brand, My Web Lab, Giallo Studio e Athleex, quindi prodotto, AI e marketing restano nello stesso team. L'elenco completo è nella pagina Servizi.
Che differenza c'è tra MPN Group, My Web Lab, Giallo Studio e Athleex?
MPN Group è il gruppo di Milano che guida tre brand. My Web Lab è la web agency (siti e web app su misura in Next.js, SEO, Google Ads), Giallo Studio l'agenzia di intelligenza artificiale per le PMI, Athleex il nostro SaaS per personal trainer e coach. Trovi i dettagli in Chi siamo.
Agenzia, freelance o team interno: cosa conviene a una startup?
Dipende dalla fase. Un freelance va bene per un compito preciso, un'agenzia quando servono più competenze insieme e una consegna garantita da un team, un team interno quando il prodotto è il cuore del business e c'è un flusso di lavoro stabile. Molte startup partono con un partner esterno e una guida tecnica, come un CTO as a service, e assumono dopo.
Potete prendere in mano un prototipo fatto con Lovable, Bolt o vibe coding?
Sì, è un lavoro che facciamo: partiamo da una revisione del codice e poi sistemiamo sicurezza, dati, pagamenti e prestazioni. A volte conviene tenere molto del prototipo, altre volte riscrivere le parti critiche: lo decidiamo dopo averlo letto. Il percorso è descritto in Da prototipo a produzione.
Vi occupate anche del sito e del marketing, oltre al prodotto?
Sì. My Web Lab cura siti, SEO e campagne Google Ads, e nello stesso gruppo c'è chi costruisce il prodotto, così il tracciamento e le pagine nascono insieme. Vedi le pagine Sito web per startup e SEO per startup.
Lavorate anche con founder fuori dall'Italia?
Sì: lavoriamo in italiano e in inglese, da Milano, con founder in Italia e in Europa. Per i temi solo italiani, come la startup innovativa, nel glossario trovi le definizioni essenziali.
Costi e tempi
Quanto costa sviluppare un MVP?
Dipende dal perimetro: piattaforme, login, pagamenti, integrazioni, funzioni AI e design su misura pesano più di ogni altra scelta. Non pubblichiamo un listino: prima capiamo il progetto in una call, poi mandiamo una proposta scritta. Nella pagina Prezzi e tempi un configuratore mostra quali fattori fanno salire impegno e durata.
Quanto tempo ci vuole per sviluppare un MVP?
Non esiste una durata standard e non promettiamo date prima di conoscere il perimetro. La allungano soprattutto le app native, i pagamenti, le integrazioni con altri sistemi e i dati sensibili. La durata la scriviamo nella proposta; intanto la pagina Sviluppo MVP spiega come lo costruiamo.
Meglio un prezzo a corpo o a ore?
A corpo, cioè a perimetro fisso, conviene quando sai cosa costruire e vuoi un budget certo, come per un primo MVP. A giornate conviene quando le incognite sono tante e le priorità cambiano spesso. Pro e contro dei modelli di collaborazione sono nella pagina Prezzi e tempi.
Quanto costa mantenere un'app dopo il lancio?
Ci sono costi ricorrenti: server, servizi esterni, account degli store, aggiornamenti per le nuove versioni di iOS e Android. Alcune agenzie italiane stimano la manutenzione tra il 15 e il 25% del costo di sviluppo all'anno: è una stima di mercato, non una regola. Il peso reale dipende da quante piattaforme e integrazioni hai, come spieghiamo in Sviluppo app.
Come si legge un preventivo di sviluppo software?
Guarda prima cosa include e cosa esclude, poi le fasi, il modello di collaborazione e chi decide in caso di cambi. Un preventivo con solo una cifra e una data, senza perimetro scritto, è il più rischioso anche quando sembra il più conveniente. Le domande da fare sono nella pagina Prezzi e tempi.
Metodo e collaborazione
Come lavorate con una startup, passo per passo?
In cinque fasi: capire il problema, decidere cosa entra nella prima versione, costruire in rilasci brevi, lanciare misurando, crescere sui numeri veri. Per ogni fase sai cosa succede, cosa ricevi e chi è coinvolto: è tutto nella pagina Metodo.
Possiamo vedere i progressi mentre sviluppate?
Sì: lavoriamo per rilasci brevi e ogni rilascio ha un obiettivo e un numero da guardare. Hai sempre una versione di prova da usare, invece di aspettare una consegna a fine progetto. Il ritmo dei rilasci è descritto nella fase Costruire del metodo.
Come si comincia?
Scrivici dalla pagina Contatti, per email a info@mpngroup.it o al telefono: rispondiamo entro un giorno lavorativo. Fissiamo una call per capire obiettivo, utenti e vincoli, poi ti mandiamo una proposta scritta.
Abbiamo già un team interno: potete lavorare con loro?
Sì. Possiamo affiancarlo su una parte del prodotto, sul design o sulla crescita, oppure dare una guida tecnica a tempo parziale. In quel caso il modello giusto è spesso il CTO as a service.
Se cambio fornitore a metà progetto, quanto si perde?
Dipende da come è stato scritto il codice e da cosa ti è stato consegnato: accessi, repository, documentazione. Il primo passo è sempre una revisione tecnica, che dice cosa si può tenere e cosa va rifatto. È lo stesso lavoro che facciamo quando un prototipo deve andare in produzione.
Tecnologia e proprietà del codice
Con quali tecnologie sviluppate?
Il nostro stack è Next.js, React e TypeScript, con PostgreSQL per i dati, Capacitor per le app iOS e Android, n8n e agenti AI per le automazioni. Lo usiamo anche per i nostri prodotti: Athleex è costruito così. Perché lo scegliamo, e quando no, è nella pagina Tecnologie.
Web app, app nativa o PWA: cosa scegliere?
Una web app o una PWA è il modo più rapido per arrivare su ogni dispositivo; l'app negli store serve quando contano notifiche affidabili, acquisti in-app o la presenza nello store. Con Athleex abbiamo costruito le app iOS e Android sulla stessa base web, con Capacitor. Ne parliamo in Web app su misura.
Fate app per iOS e Android?
Sì, da un'unica base di codice, fino alla pubblicazione su App Store e Google Play. Conosciamo la revisione di Apple dall'interno: con Athleex una versione è stata respinta per le regole sugli acquisti in-app e l'abbiamo fatta passare integrando StoreKit 2. Tutto il percorso è in Sviluppo app.
A fine progetto il codice sorgente è mio?
Lo decide il contratto, non l'abitudine: per questo va scritto prima di cominciare. Con qualunque fornitore, noi compresi, controlla che il contratto preveda la cessione dei diritti sul codice, l'accesso al repository e alle credenziali dei servizi, e la documentazione minima. Se hai dubbi sulle clausole, chiedi a un avvocato; per partire, scrivici.
Il codice regge quando il prodotto cresce?
Dipende dalle scelte fatte all'inizio: architettura, database, separazione dei dati tra clienti. Per questo nel metodo la scelta dello stack sta nella fase Decidere, prima di scrivere codice. Come affrontiamo la crescita della piattaforma è nella pagina Scale-up.
Cos'è il vibe coding e si può mettere in produzione?
È scrivere software descrivendo a un'AI cosa si vuole e accettando il codice che produce. Va benissimo per un prototipo; in produzione servono revisione, test, sicurezza e gestione dei dati. Nel sondaggio Stack Overflow 2025 circa il 46% degli sviluppatori dichiara di non fidarsi dell'accuratezza degli strumenti AI. Vedi Da prototipo a produzione.
Intelligenza artificiale
Cosa sono gli agenti AI e cosa possono fare per la mia startup?
Sono software basati su modelli linguistici che usano strumenti e compiono azioni: rispondere ai clienti, smistare richieste, aggiornare il CRM, preparare documenti. Li costruiamo con Giallo Studio, l'agenzia di intelligenza artificiale del gruppo. Esempi e limiti nella pagina Agenti AI.
Quanto costa usare un modello AI dentro il prodotto?
Oltre allo sviluppo paghi l'uso delle API, che cresce con il numero di richieste e con la lunghezza dei testi. Si tiene sotto controllo scegliendo il modello giusto per ogni compito, limitando il testo inviato e misurando il costo per utente. Ne parliamo in AI per startup.
L'AI Act si applica alla mia startup?
Dipende da cosa fa il tuo sistema: gli obblighi crescono con il rischio. Il regolamento europeo di modifica (Reg. UE 2026/1744) ha spostato gli obblighi per i sistemi ad alto rischio al 2 dicembre 2027 e al 2 agosto 2028; quelli di trasparenza valgono dal 2 agosto 2026. Non è consulenza legale: verifica con un professionista e guarda la pagina AI per startup.
I dati dei miei clienti finiscono nei modelli AI?
Dipende dal fornitore, dal contratto e da come è costruito il prodotto: molti servizi per aziende permettono di escludere i dati dall'addestramento. Il GDPR vale comunque, quindi servono basi giuridiche, informative e fornitori scelti con criterio. Le scelte tecniche le facciamo all'inizio, come spieghiamo in AI per startup.
Startup in Italia
Cos'è una startup innovativa e quali requisiti ha?
È una società di capitali non quotata, con meno di cinque anni, che sviluppa prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico, iscritta alla sezione speciale del Registro delle imprese. Tra i requisiti: non distribuire utili e superare almeno un test di innovazione, come spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 15% del maggiore tra costi e valore della produzione (fonte MIMIT). La definizione breve è nel glossario.
Una software house o un'agenzia può essere una startup innovativa?
In genere no: secondo il MIMIT l'attività prevalente non può essere consulenza o servizi da agenzia. Per questo MPN Group non è una startup innovativa, mentre molti founder con cui lavoriamo possono esserlo. Per il tuo caso chiedi a un commercialista; il quadro delle fasi è nella pagina Startup.
Smart&Start Italia può finanziare lo sviluppo del software?
Sì: tra le spese ammissibili ci sono lo sviluppo informatico, la consulenza specialistica e il marketing. È un finanziamento a tasso zero per startup innovative che copre l'80% delle spese, per piani da 100 mila a 1,5 milioni di euro (MIMIT, aggiornamento di settembre 2026). Come prepararsi lo raccontiamo nella pagina Pre-seed.
Si può pagare lo sviluppo con quote della società?
Per le startup e le PMI innovative la legge prevede il work for equity, cioè pagare fornitori e professionisti con quote (DL 179/2012, art. 27). Il trattamento fiscale va verificato con un commercialista prima di firmare. La definizione è nel glossario.
Il GDPR vale anche per una startup piccola?
Sì: il GDPR si applica a chiunque tratti dati personali di persone nell'Unione europea, a prescindere dalle dimensioni, e le sanzioni arrivano fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato. Per una startup conviene impostarlo nel prodotto dall'inizio: accessi, dati minimi, fornitori, informative. Non è consulenza legale; nel metodo i dati sensibili entrano già nella fase Capire.
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