Struttura del sito di una startup: le pagine che servono in ogni fase
Un sito di startup non è una brochure: è una sequenza di risposte, nell'ordine in cui le cerca chi arriva.

- Architettura dell'informazione
- Il modo in cui contenuti e pagine sono organizzati, raggruppati e collegati tra loro: menu, gerarchia, indirizzi (URL), collegamenti interni. Decide quanto in fretta una persona, o un motore di ricerca, trova quello che cerca.
Quali pagine deve avere il sito di una startup?
Deve avere le pagine che rispondono alle domande di chi arriva, nell'ordine in cui se le pone: cosa fate, per chi, come funziona, quanto costa, chi siete, come vi contatto. La tabella è la mappa che usiamo noi quando impostiamo il sito di una startup: per ogni pagina indica la domanda a cui risponde e la fase in cui diventa necessaria.
| Pagina | Domanda a cui risponde | Quando serve |
|---|---|---|
| Home | Cosa fate e per chi? Perché dovrei crederci? | Sempre, anche quando è l'unica pagina |
| Prodotto o Come funziona | Cosa fa in pratica, passo per passo? | Dal lancio |
| Prezzi | Quanto costa, cosa include, come si inizia? | Quando vendi, anche con un solo piano |
| Casi d'uso o Per chi è | Funziona per uno come me? | Quando hai più segmenti o i primi clienti |
| Chi siamo | Chi c'è dietro e perché fidarsi? | Dal lancio: la cercano clienti e investitori |
| Contatti o Demo | Come parlo con voi? | Sempre, con un'azione chiara |
| Blog o Risorse | Mi aiutate a capire il problema? | Quando puoi pubblicare con regolarità |
| Lavora con noi | Posso unirmi? | Quando assumi |
| Privacy, cookie, note legali | Come trattate i miei dati? Chi è la società? | Da subito, appena raccogli un'email |
Come cambia la struttura del sito dall'idea al seed?
Cresce insieme a quello che hai da dimostrare: meno pagine all'inizio, più prove man mano che arrivano clienti. Costruire subito il sito di un'azienda matura è uno spreco classico, perché riempi pagine di promesse invece che di fatti.
Fase idea: una landing page
Ti basta una pagina che descriva il problema, la soluzione che immagini e un modulo per lasciare l'email o prenotare una chiamata. Lo scopo è imparare, non convincere: come costruirla e cosa misurare è spiegato in landing page per validare un'idea.
Lancio e pre-seed: il sito minimo completo
Home, prodotto, prezzi, chi siamo, contatti e pagine legali. Sei pagine fatte bene battono venti pagine vuote. Se sei una startup innovativa, in questa fase controlla anche gli obblighi informativi specifici: li trovi in sito della startup innovativa: obblighi.
Seed e oltre: prove, contenuti, persone
Arrivano i casi d'uso con clienti veri, una sezione di risorse che porta traffico dalla ricerca, la pagina lavora con noi. Qui conviene anche una versione in inglese, se vendi o raccogli fondi all'estero. La SEO diventa un canale: il punto di partenza è la guida alla SEO per startup.
Cosa deve dire la home page di una startup?
Deve dire in una frase cosa fai, per chi e con quale risultato, prima di qualsiasi animazione. Il resto della pagina serve a togliere dubbi, nell'ordine in cui arrivano.
- La promessa: titolo con il risultato per il cliente, sottotitolo con il come, un'azione principale.
- Il problema descritto con le parole del cliente, non con le tue.
- Come funziona in tre o quattro passaggi, con immagini del prodotto vero.
- Le prove disponibili: clienti, numeri reali, premi, articoli. Se non ne hai ancora, mostra il team e il metodo, non testimonianze inventate.
- Le obiezioni più comuni con la risposta: prezzo, tempi, sicurezza dei dati, integrazioni.
- La seconda azione in fondo, per chi ha letto tutto.
Google, nelle sue linee guida sui contenuti utili, chiede tra l'altro se è evidente chi ha creato i contenuti e se il sito offre informazioni su chi lo pubblica, per esempio con una pagina chi siamo. Per una startup sconosciuta questo vale doppio: chi non ti conosce vuole sapere subito chi c'è dietro al prodotto.
Come organizzare menu e URL del sito?
Organizzali per argomenti stabili, con indirizzi leggibili e poche voci nel menu principale. La guida SEO di base di Google spiega che raggruppare in cartelle le pagine sullo stesso tema aiuta Google a capire la struttura, che un URL fatto solo di codici casuali è poco utile e che Google trova le pagine soprattutto seguendo i link da altre pagine.
- Menu principale con cinque o sei voci al massimo; il resto nel footer.
- URL brevi e parlanti, in cartelle logiche: /prodotto, /prezzi, /blog/nome-articolo.
- Ogni pagina importante raggiungibile con un link da un'altra pagina, non solo dal menu.
- Versione inglese su URL separati, con le indicazioni hreflang: secondo Google ogni versione linguistica deve elencare se stessa e tutte le altre.
51,8%
Il dato smonta due miti insieme: il mobile non è tutto, il desktop non è morto. Una startup B2B può avere la maggior parte delle visite da computer, una consumer quasi solo da telefono. Progetta la struttura per entrambi e misura le prestazioni sui due: Google suggerisce di guardare i Core Web Vitals al 75° percentile delle visite, separando mobile e desktop, con un caricamento del contenuto principale entro 2,5 secondi.
Come impostiamo noi la struttura di un sito?
Quali errori evitare nella struttura del sito?
- Pagine vuote per sembrare grandi: sezioni “Partner” o “Investitori” senza contenuto fanno l'effetto opposto.
- Un'unica pagina lunghissima quando hai già più segmenti di clienti: ognuno merita la sua pagina e il suo URL.
- Prezzi nascosti dietro un “contattaci” senza spiegare almeno come funziona il prezzo.
- Il blog come ripostiglio: articoli scollegati dalle pagine di prodotto non portano clienti.
- Pagine legali dimenticate: con il primo modulo di contatto servono già informativa privacy e gestione dei cookie, secondo le linee guida del Garante.
Se stai pianificando il budget insieme alla struttura, i fattori di prezzo sono in quanto costa un sito per startup.
Domande frequenti
Quante pagine deve avere il sito di una startup?
In fase idea ne basta una. Al lancio, di solito sei: home, prodotto, prezzi, chi siamo, contatti e pagine legali. Le altre arrivano quando hai qualcosa di vero da metterci.
Meglio un sito one page o multipagina?
Una sola pagina funziona per validare un'idea o per un prodotto con un unico pubblico. Appena hai più segmenti, più funzioni o vuoi farti trovare su ricerche diverse, servono pagine separate con URL propri. La struttura multipagina è anche quella che regge la SEO.
La pagina prezzi deve esserci anche se il prezzo è su misura?
Conviene di sì: spiega da cosa dipende il prezzo, cosa include e come si inizia. Chi non trova nessuna indicazione spesso esce senza scrivere. Puoi indicare una base di partenza o i fattori principali.
Serve un blog fin dall'inizio?
Solo se riesci a pubblicare con regolarità contenuti utili per i tuoi clienti. Un blog fermo da mesi comunica l'opposto di quello che vorresti. Meglio poche guide ben fatte, collegate alle pagine di prodotto.
Il sito deve essere anche in inglese?
Sì, se vendi all'estero o parli con investitori internazionali. In quel caso usa URL separati per lingua e collega le versioni con hreflang. Una traduzione automatica non rivista fa più danni che non averla.
Fonti
- Google Search Central, SEO Starter Guide (aggiornata il 10 dicembre 2025) (19 ottobre 2026)
- Google Search Central, Creating helpful, reliable, people-first content (aggiornata il 5 ottobre 2026) (19 ottobre 2026)
- Google Search Central, Tell Google about localized versions of your page (19 ottobre 2026)
- web.dev, Web Vitals (19 ottobre 2026)
- Statcounter Global Stats, Desktop vs Mobile vs Tablet Market Share (Italia, Europa, Regno Unito, settembre 2026) (19 ottobre 2026)
- Garante per la protezione dei dati personali, Linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento (10 giugno 2021) (19 ottobre 2026)
- ICO, Guide to PECR: cookies and similar technologies (20 ottobre 2026)
Dati e definizioni verificati alle date indicate.




