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Proprietà del codice nel contratto di sviluppo: di chi è il software che paghi

Pagare lo sviluppo non basta a possedere il software: serve una clausola scritta e servono gli accessi.

Una chiave di vetro inserita in un piccolo scrigno di cristallo che contiene un blocco luminoso lilla, su un piano chiaro

Di chi è il codice se il contratto non dice nulla?

Dipende da chi l'ha scritto. Se è un dipendente che lavora nell'esercizio delle sue mansioni o seguendo le istruzioni del datore di lavoro, i diritti esclusivi di utilizzazione economica spettano al datore di lavoro, salvo patto contrario (art. 12-bis della legge 633/1941). La stessa regola è fissata a livello europeo dall'art. 2, paragrafo 3, della direttiva 2009/24/CE.

Per un freelance o un'agenzia la legge non contiene una regola equivalente. Il punto di partenza è che i diritti nascono in capo a chi crea l'opera, e la loro cessione deve essere provata per iscritto (art. 110 della legge 633/1941). Per non dipendere dall'interpretazione di un contratto vago, la cessione va scritta in modo esplicito.

Chi controlla i diritti economici sul codice, caso per caso (regole generali in Italia)
SituazioneChi ha i diritti, in linea generaleCosa fare
Dipendente, nelle sue mansioniIl datore di lavoro, salvo patto contrarioVerificare che il contratto di lavoro non preveda altro
Freelance o agenzia, contratto mutoIl dubbio è il problemaFirmare una cessione scritta, anche a posteriori
Freelance o agenzia, con cessione scrittaLa tua società, nei limiti della clausolaControllare oggetto, momento ed estensione
Cofondatore, codice scritto prima della societàChi l'ha scrittoCessione scritta alla società prima di cercare investitori
Componenti open sourceI rispettivi autori, con la loro licenzaElenco delle componenti e verifica delle licenze
App su piattaforma no-codeSecondo i termini della piattaformaLeggere i termini prima di costruire

Due righe della tabella meritano attenzione. Il codice del cofondatore scritto prima della costituzione va ceduto alla società come parte degli accordi tra soci: ne parliamo nelle guide su come trovare un cofondatore tecnico e sulle quote al socio tecnico. Le piattaforme no-code, invece, fissano le regole nei loro termini: il confronto è in no-code o sviluppo su misura. Lo stesso vale se entri in uno startup studio o in un incubatore: chiedi per iscritto chi possiederà il codice.

Cosa protegge il diritto d'autore nel software, e cosa no?

Protegge il programma in qualsiasi forma sia espresso, purché originale, compreso il materiale preparatorio della progettazione; non protegge le idee e i principi alla base del programma, comprese le interfacce (art. 2, n. 8, legge 633/1941). In pratica: il tuo fornitore non può impedirti di far costruire a un altro un prodotto con le stesse funzioni, ma senza una cessione chiara i diritti sul codice che ha scritto rischiano di restare a lui.

I diritti in gioco sono concreti: riprodurre il programma, tradurlo, adattarlo e modificarlo, distribuirlo (art. 64-bis). Se non li hai, non puoi far modificare il codice a un nuovo team senza il permesso di chi li detiene. È per questo che un investitore, in due diligence, di solito chiede chi possiede la tecnologia.

Cosa deve dire la clausola sulla proprietà del codice?

Deve dire cosa viene ceduto, quando, con quale estensione e cosa resta escluso. Questa è la nostra lista di controllo per la clausola:

Sette punti da verificare nella clausola

  1. Oggetto

    Codice sorgente e compilato, documentazione, materiale preparatorio, design, script di rilascio e configurazioni dell'infrastruttura.

  2. Momento

    Da quando la cessione produce effetti: alla consegna, al pagamento di ogni stato di avanzamento, al saldo finale.

  3. Estensione

    Tutti i diritti di utilizzazione economica, incluse modifica e sublicenza, senza limiti di tempo e territorio.

  4. Componenti preesistenti del fornitore

    Librerie e moduli che il fornitore usa in tutti i progetti: se non li cede, serve una licenza perpetua, irrevocabile e gratuita per il tuo prodotto.

  5. Open source

    Elenco delle componenti di terzi con le rispettive licenze, e impegno a non usarne di incompatibili con il tuo modello di business.

  6. Consegna

    Repository, credenziali, documentazione e istruzioni per rilasciare, consegnati in modo continuo e non solo a fine progetto.

  7. Garanzie

    Il fornitore dichiara che il codice non viola diritti di terzi e si impegna a tenerti indenne se succede.

E le librerie open source dentro il tuo prodotto?

Quelle non diventano mai tue: le usi alle condizioni della loro licenza. I prodotti software di oggi ne usano spesso molte, e alcune licenze impongono obblighi, ad esempio di pubblicare le modifiche, che possono entrare in conflitto con il tuo modello di business.

68%

dei 947 codebase commerciali analizzati da Black Duck per il report OSSRA 2026 conteneva conflitti tra licenze open source, contro il 56% dell'anno precedenteFonte: Black Duck, 2026 OSSRA report

Black Duck è un'azienda che vende strumenti di analisi del codice, quindi il dato va letto come la fotografia di chi fa questi controlli. Il messaggio però è utile: chiedi al fornitore l'elenco delle componenti di terzi e delle loro licenze, e aggiornalo a ogni rilascio. Lo stesso vale per il codice generato con assistenti AI, che va rivisto come qualunque altro.

Come si tutela lo Stato quando commissiona software?

Lo scrive nei capitolati: segno che non lo dà per scontato. Il Codice dell'amministrazione digitale chiede che nei capitolati sia previsto che l'amministrazione committente sia sempre titolare di tutti i diritti sui programmi sviluppati appositamente per essa, salvo che ciò risulti eccessivamente oneroso per comprovate ragioni tecnico-economiche (art. 69 del D.Lgs. 82/2005). Una startup non è una pubblica amministrazione, ma può prendere in prestito la stessa logica.

Cosa farti consegnare, oltre alla clausola?

Fatti consegnare tutto ciò che serve a un altro team per continuare senza il fornitore attuale. L'elenco minimo:

  • Repository del codice intestato alla tua società, con lo storico delle modifiche.
  • Account di hosting, dominio, servizi di posta, pagamenti e analisi intestati alla società.
  • Account sviluppatore di Apple e Google a nome della società, se hai app sugli store.
  • Documentazione tecnica e istruzioni per installare e rilasciare il prodotto.
  • Elenco delle componenti di terzi e delle loro licenze.
  • Copia dei dati e dei backup, con le istruzioni per ripristinarli.

Questi punti fanno parte anche della scelta del fornitore: se ne parla nella guida su come scegliere una software house. Se stai decidendo tra modelli diversi, la stessa questione cambia forma con dipendenti, freelance e agenzie: vedi agenzia, freelance o team interno.

Domande frequenti

A fine progetto il codice sorgente è mio?

Solo se il contratto prevede la cessione dei diritti e la consegna del sorgente. Senza una clausola scritta, con un fornitore esterno rischi di avere un prodotto che puoi usare ma non modificare con un altro team.

Posso farmi cedere il codice dopo aver firmato il contratto?

Sì, con un accordo scritto successivo, che conviene firmare prima di cercare investitori o di cambiare fornitore. Più tempo passa, più è difficile ricostruire chi ha scritto cosa.

Il fornitore può riusare il codice che ha scritto per me?

Dipende dal contratto. Spesso il fornitore cede il codice specifico del progetto e mantiene i propri componenti generici, concedendoti una licenza d'uso: va bene, purché sia scritto e la licenza sia perpetua e irrevocabile.

Il codice generato con l'intelligenza artificiale è protetto?

È una questione ancora aperta e cambia da paese a paese. Nel frattempo, trattalo come qualunque altro codice: fallo rivedere, verifica che non riproduca componenti con licenze incompatibili e prevedi nel contratto le garanzie del fornitore.

Cosa succede se il fornitore non mi consegna il codice?

Dipende da cosa prevede il contratto, ed è un tema da affrontare con un avvocato. Il modo migliore per evitarlo è non arrivarci: repository intestato alla tua società dal primo giorno e consegne continue.

Fonti

  1. Normattiva, Legge 22 aprile 1941, n. 633 (artt. 2, 12-bis, 64-bis, 110) (19 ottobre 2026)
  2. EUR-Lex, Direttiva 2009/24/CE relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore (19 ottobre 2026)
  3. Normattiva, D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 (CAD), art. 69 (19 ottobre 2026)
  4. Black Duck, 2026 Open Source Security and Risk Analysis (OSSRA) report (19 ottobre 2026)
  5. U.S. Copyright Office, Circular 30: Works Made for Hire (rev. 08/2024) (19 ottobre 2026)
  6. U.S. Copyright Office, Title 17, Chapter 2 (§§ 201, 204) (19 ottobre 2026)
  7. legislation.gov.uk, Copyright, Designs and Patents Act 1988, ss. 11 e 90 (19 ottobre 2026)
  8. U.S. Digital Service, Digital Services Playbook (19 ottobre 2026)

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