AI Act per startup: cosa prevede, da quando si applica e cosa fare adesso
Una mappa per capire dove si colloca il tuo prodotto prima di chiamare l'avvocato, così arrivi con le domande giuste.

Cos'è l'AI Act, in breve?
L'AI Act è il regolamento europeo che fissa regole comuni per l'intelligenza artificiale in base al rischio che un sistema crea per salute, sicurezza e diritti fondamentali. È stato adottato il 13 giugno 2024, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'UE il 12 luglio ed è entrato in vigore il 1° agosto 2024. Essendo un regolamento vale direttamente in tutti gli Stati membri. Nel 2026 è stato modificato dal cosiddetto AI Omnibus, che ha spostato alcune scadenze e semplificato alcuni obblighi.
- Sistema di IA
- Secondo l'art. 3 dell'AI Act, è un sistema automatizzato progettato per funzionare con livelli di autonomia variabili, che può adattarsi dopo la diffusione e che, dagli input che riceve, deduce come generare output come previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni in grado di influenzare ambienti fisici o virtuali.
Da quando si applicano le regole dell'AI Act?
Le regole si applicano a scaglioni: i divieti dal 2 febbraio 2025, la maggior parte degli obblighi dal 2 agosto 2026, le regole sui sistemi ad alto rischio dal 2 dicembre 2027 e dal 2 agosto 2028. Ecco il calendario aggiornato.
| Data | Cosa si applica |
|---|---|
| 1 agosto 2024 | Entrata in vigore del regolamento |
| 2 febbraio 2025 | Definizioni, alfabetizzazione in materia di IA e pratiche vietate |
| 2 agosto 2025 | Regole sui modelli di IA per finalità generali, governance, sanzioni |
| 2 agosto 2026 | Applicazione generale, compresi gli obblighi di trasparenza dell'art. 50; partono i controlli sulle regole già applicabili |
| 2 dicembre 2026 | Nuovi divieti (contenuti sessuali non consensuali e materiale pedopornografico generati con l'IA); termine transitorio per la marcatura dei contenuti dei sistemi generativi già sul mercato |
| 2 agosto 2027 | Almeno uno spazio di sperimentazione normativa (sandbox) operativo in ogni Stato membro |
| 2 dicembre 2027 | Regole per i sistemi ad alto rischio elencati nell'allegato III |
| 2 agosto 2028 | Regole per i sistemi ad alto rischio integrati in prodotti regolati (allegato I) |
Le date di dicembre 2026, dicembre 2027 e agosto 2028 sono quelle introdotte dal Regolamento (UE) 2026/1744, pubblicato il 24 luglio 2026. La timeline ufficiale del servizio di assistenza della Commissione è già aggiornata ed è la prima pagina da tenere nei preferiti.
L'AI Act si applica alla mia startup?
Sì, se sviluppi un sistema di IA e lo metti sul mercato nell'UE, oppure se usi un sistema di IA nella tua attività professionale nell'UE. Vale anche per chi ha sede fuori dall'Unione, quando l'output del sistema è usato nell'UE. Conta il ruolo che hai rispetto a ogni sistema, e spesso una startup ne ha due.
- Fornitore
- Chi sviluppa un sistema di IA, o lo fa sviluppare, e lo immette sul mercato o lo mette in servizio con il proprio nome o marchio, a pagamento o gratis. Una startup che vende un prodotto con funzioni AI è fornitore di quel sistema.
- Deployer
- Chi usa un sistema di IA sotto la propria autorità, escluso l'uso personale non professionale. Una startup che usa un assistente AI per smistare i ticket di assistenza è deployer di quel sistema.
Per chi è agli inizi ci sono esclusioni utili. Il regolamento non si applica alle attività di ricerca, prova e sviluppo svolte prima dell'immissione sul mercato, ma i test in condizioni reali non rientrano nell'esclusione. Non si applica nemmeno ai sistemi sviluppati al solo scopo di ricerca scientifica. I sistemi rilasciati con licenza libera e open source sono esclusi, salvo che siano ad alto rischio, rientrino nelle pratiche vietate o negli obblighi di trasparenza dell'art. 50.
In quale livello di rischio rientra il mio prodotto?
Dipende da cosa fa il sistema e su chi, non dalla tecnologia che usa. La Commissione europea distingue quattro livelli di rischio.
| Livello | Cosa comprende | Cosa comporta |
|---|---|---|
| Inaccettabile | Nove pratiche vietate, tra cui manipolazione e inganno dannosi, sfruttamento delle vulnerabilità, punteggio sociale, riconoscimento delle emozioni sul lavoro e a scuola, raccolta indiscriminata di immagini per database di riconoscimento facciale | Divieto |
| Alto | Sistemi usati nelle aree dell'allegato III: biometria, infrastrutture critiche, istruzione, lavoro e selezione del personale, accesso a servizi essenziali come credito e assicurazioni, forze dell'ordine, migrazione, giustizia; oppure componenti di sicurezza di prodotti regolati (allegato I) | Gestione del rischio, qualità dei dati, documentazione tecnica, registri, supervisione umana, valutazione di conformità e registrazione |
| Trasparenza | Sistemi che interagiscono con le persone, che generano contenuti sintetici, deepfake, riconoscimento delle emozioni e categorizzazione biometrica | Informare le persone e marcare i contenuti generati |
| Minimo | Tutto ciò che non rientra nei livelli sopra | Nessuna regola specifica dell'AI Act |
Quali obblighi ho se il mio prodotto usa GPT, Claude o Gemini?
Gli obblighi sui modelli di IA per finalità generali, come GPT, Claude o Gemini, ricadono su chi li sviluppa. Su di te ricadono quelli del sistema che costruisci sopra il modello e dell'uso che ne fai. Per un prodotto non ad alto rischio, di solito sono quattro:
- Dire che è un'AI. Se il sistema interagisce con le persone, va progettato in modo che sappiano di parlare con un'AI, salvo quando è evidente (art. 50, par. 1).
- Marcare i contenuti generati. Se il prodotto genera testi, immagini, audio o video sintetici, gli output vanno marcati in un formato leggibile da una macchina, con eccezioni per le funzioni di semplice assistenza alla scrittura (art. 50, par. 2).
- Dichiarare i deepfake. Chi usa un sistema per generare o manipolare immagini, audio o video che sembrano reali deve dichiarare che il contenuto è artificiale (art. 50, par. 4).
- Formare il team. Fornitori e deployer devono adottare misure per sostenere l'alfabetizzazione in materia di IA del personale che usa questi sistemi (art. 4, nella versione semplificata dall'Omnibus).
Le regole di trasparenza si applicano dal 2 agosto 2026. Per la marcatura dei contenuti dei sistemi generativi già sul mercato prima di quella data c'è un periodo transitorio fino al 2 dicembre 2026.
35 mln € o 7%
Cosa cambia con l'AI Omnibus del 2026?
L'AI Omnibus ha rinviato le regole sull'alto rischio, semplificato alcuni obblighi ed esteso alle piccole imprese a media capitalizzazione alcune agevolazioni che prima valevano solo per le PMI. Secondo la Commissione, le novità principali sono queste:
- regole per i sistemi dell'allegato III dal 2 dicembre 2027 e per quelli dell'allegato I dal 2 agosto 2028;
- obbligo di alfabetizzazione AI riscritto: le aziende devono sostenerla, senza dover garantire un livello specifico per ogni persona;
- documentazione tecnica e sistema di gestione della qualità semplificati per PMI, startup e piccole imprese a media capitalizzazione che sviluppano sistemi ad alto rischio;
- una sandbox a livello europeo gestita dall'Ufficio per l'IA, con accesso prioritario per PMI e piccole imprese a media capitalizzazione;
- due nuovi divieti, dal 2 dicembre 2026, sui sistemi che generano contenuti sessuali non consensuali e materiale pedopornografico.
Ci sono agevolazioni per startup e PMI?
Sì, e sono più concrete di quanto si pensi. Il testo prevede accesso prioritario e gratuito agli spazi di sperimentazione normativa per le PMI con sede o filiale nell'UE, startup comprese (artt. 58 e 62), tariffe ridotte in proporzione per la valutazione di conformità, sanzioni calcolate sul valore più basso e canali di comunicazione dedicati. Per orientarti ci sono anche strumenti gratuiti: il servizio di assistenza sull'AI Act della Commissione, con un verificatore di conformità interattivo, e l'AI Pact, l'iniziativa volontaria per prepararsi in anticipo.
E in Italia? Cosa dice la legge 132/2025
In Italia c'è anche la legge 23 settembre 2025, n. 132, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 223 e in vigore dal 10 ottobre 2025. Va interpretata e applicata in conformità al regolamento europeo e designa AgID e l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) come autorità nazionali per l'intelligenza artificiale. Una norma da tenere presente per i prodotti consumer: l'art. 4 richiede il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale per l'accesso dei minori di 14 anni alle tecnologie di IA e per il relativo trattamento dei dati.
Da dove parte una startup, in pratica?
Si parte da un inventario: quali sistemi di IA sviluppi o usi, con quale ruolo e per fare cosa. La checklist qui sotto l'abbiamo preparata noi per arrivare dall'avvocato con il lavoro di base già fatto.
Checklist MPN Group per l'AI Act
Fai l'inventario
Elenca ogni sistema di IA: quelli nel prodotto e quelli che usi internamente, con fornitore e modello.
Assegna il ruolo
Per ciascuno, sei fornitore, deployer o entrambi? Scrivilo.
Stima il livello di rischio
Confronta il caso d'uso con le pratiche vietate e con le aree dell'allegato III. Se sei vicino all'alto rischio, fermati e chiedi un parere.
Sistema la trasparenza
Avvisi nel prodotto quando l'utente parla con un'AI, marcatura dei contenuti generati, etichette sui deepfake.
Forma il team
Una sessione su cosa fanno i sistemi che usate, i loro limiti e le regole interne. Tieni traccia di cosa hai fatto.
Allinea privacy e contratti
L'AI Act non sostituisce il GDPR: i dati personali seguono le regole della guida su GDPR e intelligenza artificiale.
Se stai ancora decidendo dove usare l'AI, la guida su come usare l'intelligenza artificiale in una startup aiuta a scegliere il primo caso d'uso; se stai costruendo un prodotto su modelli linguistici, quella su RAG e costi delle API copre la parte tecnica.
Domande frequenti
L'AI Act si applica anche se uso solo ChatGPT in azienda?
Sì, in quel caso sei deployer di un sistema di IA, ma gli obblighi sono limitati. Il principale è sostenere l'alfabetizzazione AI del personale che lo usa; si aggiungono gli obblighi di trasparenza se, per esempio, pubblichi deepfake. Il GDPR resta a parte e va rispettato.
Una startup con sede fuori dall'UE deve rispettare l'AI Act?
Sì, se immette sistemi di IA sul mercato europeo o se l'output dei suoi sistemi è usato nell'UE. La sede legale non basta a restare fuori dal perimetro del regolamento.
Quali sono le sanzioni dell'AI Act per una startup?
Le sanzioni massime arrivano a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale per le pratiche vietate, e a 15 milioni o al 3% per la maggior parte degli altri obblighi. Per PMI e startup si applica il valore più basso tra importo fisso e percentuale.
Da quando devo dire agli utenti che parlano con un chatbot?
Dal 2 agosto 2026, data da cui si applicano le regole di trasparenza dell'art. 50. L'obbligo non scatta quando è evidente che si sta interagendo con un sistema di IA.
Il mio prodotto è ad alto rischio?
Lo è se rientra in una delle aree dell'allegato III, come selezione del personale, istruzione o accesso al credito, o se è un componente di sicurezza di un prodotto regolato. Esistono deroghe da documentare. Il verificatore della Commissione aiuta a orientarsi, ma la valutazione finale va fatta con un professionista.
Fonti
- Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), Gazzetta ufficiale dell'UE, 12 luglio 2024 (19 ottobre 2026)
- Regolamento (UE) 2026/1744 (Digital Omnibus on AI), Gazzetta ufficiale dell'UE, 24 luglio 2026 (19 ottobre 2026)
- Commissione europea, AI Act – Regulatory framework on AI (19 ottobre 2026)
- Commissione europea, AI Act Service Desk – Timeline for the implementation of the EU AI Act (19 ottobre 2026)
- Commissione europea, AI Omnibus enters into force (27 luglio 2026) (19 ottobre 2026)
- Commissione europea, Quick facts: transparency rules for AI systems (19 ottobre 2026)
- Legge 23 settembre 2025, n. 132, Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025 (19 ottobre 2026)
- Commissione europea, AI Pact (19 ottobre 2026)
Dati e definizioni verificati alle date indicate.




